{"id":41032,"date":"2025-12-19T09:00:36","date_gmt":"2025-12-19T08:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/e4impact.org\/?p=41032"},"modified":"2025-12-19T17:00:25","modified_gmt":"2025-12-19T16:00:25","slug":"dalla-partecipazione-al-potere-come-le-donne-africane-stanno-ricostruendo-la-forza-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/e4impact.org\/it\/dalla-partecipazione-al-potere-come-le-donne-africane-stanno-ricostruendo-la-forza-lavoro\/","title":{"rendered":"Dalla partecipazione al potere: come le donne africane stanno ricostruendo la forza lavoro"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Visitare una fabbrica a Harare, Accra, Kampala o Addis Abeba significa incontrare le vere colonne portanti dell\u2019industria africana. Sono <strong>donne che gestiscono linee di produzione<\/strong>, <strong>movimentano merci<\/strong> e <strong>guidano piccole imprese<\/strong> che riforniscono catene pi\u00f9 grandi. Sono presenti ovunque, in numero significativo. Eppure, troppo spesso, restano escluse dalle leve che trasformano il lavoro in potere: accesso alla finanza, agli standard e ai grandi mercati.<\/p>\n<p>Nell\u2019Africa orientale e meridionale, circa il <strong>65% delle donne \u00e8 occupato<\/strong>, contro il 75% degli uomini. Questo divario non ha a che fare con le competenze o il talento, ma con l\u2019accesso. Accesso a beni produttivi, al credito, ai servizi di cura per l\u2019infanzia e a forme di lavoro pi\u00f9 sicure e formali. L\u2019ultimo aggiornamento regionale della <a href=\"https:\/\/www.worldbank.org\/ext\/en\/home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Banca Mondiale<\/a> \u00e8 chiaro: i divari di produttivit\u00e0 derivano da barriere strutturali, non da differenze innate.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Da Riad un messaggio chiaro sull\u2019empowerment femminile<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 25 novembre 2025, Susan Martha Dambudzo Bvochora, Program Leader dell\u2019<a href=\"https:\/\/e4impact.org\/it\/mba_project\/mba-zimbabwe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>E4Impact MBA in Zimbabwe<\/strong><\/a>, ha partecipato alla <a href=\"https:\/\/www.unido.org\/gc\/21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>21\u00aa Conferenza Generale dell\u2019UNIDO<\/strong><\/a> a Riad, Arabia Saudita, in occasione della <strong>Giornata dell\u2019empowerment femminile<\/strong>. Imprenditrici, leader e innovatrici sono state protagoniste degli interventi sul tema al centro della giornata: strumenti pratici e strategie gi\u00e0 collaudate per <strong>rimuovere le barriere strutturali e orientare politiche sensibili al genere<\/strong>, soprattutto nel contesto delle transizioni verde e digitale. Un\u2019occasione anche per favorire lo scambio interregionale e dare visibilit\u00e0 a<strong> storie concrete di resilienza e<\/strong> <strong>innovazione<\/strong>. Temi che rispecchiano esattamente quanto emerge dal lavoro sul campo dei progetti E4Impact in Africa.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;41053&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]<strong>La porta digitale \u00e8 aperta, ma non per tutte<\/strong><\/p>\n<p>Oggi l\u2019accesso a Internet mobile rappresenta la principale porta d\u2019ingresso all\u2019economia nei Paesi a basso e medio reddito. Tuttavia, le donne hanno circa il <strong>14% di probabilit\u00e0 in meno rispetto agli uomini di utilizzarlo<\/strong>. In termini assoluti, significa circa <strong>235 milioni di donne in meno online<\/strong>, con i divari pi\u00f9 marcati nell\u2019Africa subsahariana. I principali ostacoli restano il costo, il livello di alfabetizzazione e competenze digitali, oltre ai problemi di sicurezza. Nonostante nel 2024 si sia registrato un lieve miglioramento, le criticit\u00e0 strutturali persistono.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Il paradosso degli appalti pubblici<\/strong><\/p>\n<p>Il mercato degli appalti pubblici \u00e8 enorme. Nel 2023 ha rappresentato circa il <strong>12,7% del PIL nelle economie OCSE<\/strong>, con percentuali ancora pi\u00f9 elevate in molti Paesi in via di sviluppo. Eppure, a livello globale, le <strong>imprese di propriet\u00e0 femminile intercettano solo circa l\u20191% della spesa complessiva<\/strong>, pubblica e delle grandi aziende. Non si tratta di una mancanza di capacit\u00e0, ma di un problema sistemico: procedure pensate per operatori gi\u00e0 consolidati, requisiti di garanzia che escludono le donne, reti di contatti limitate e scarsa trasparenza.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Una finanza che segua gli ordini, non solo gli asset<\/strong><\/p>\n<p>Il divario di finanziamento per le micro, piccole e medie imprese nei mercati emergenti ammonta a migliaia di miliardi di dollari. Le imprese guidate da donne rappresentano circa <strong>un terzo di questo deficit<\/strong>. Sebbene stiano crescendo strumenti di condivisione del rischio e linee di credito dedicate, l\u2019offerta continua a non soddisfare la domanda.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_empty_space][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;41124&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Cosa fa davvero la differenza<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza maturata lavorando con le imprenditrici dell\u2019<a href=\"https:\/\/e4impact.org\/it\/imprenditori-africani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>E4Impact MBA<\/strong><\/a> evidenzia tre fattori che, con coerenza, aiutano le donne a compiere il passaggio dalla semplice partecipazione al potere economico e industriale.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 <strong>progettare partendo da un acquirente reale<\/strong>, lavorando sulle specifiche esatte, sulle certificazioni richieste e sulle tempistiche di consegna, simulando la documentazione insieme ai team di procurement e testandola poi sul campo. Il secondo \u00e8 <strong>il trasferimento della fiducia<\/strong>. Presentazioni dirette e qualificate da parte di alumni, mentor e associazioni di settore aiutano le nuove imprese guidate da donne a superare il divario di credibilit\u00e0. Il terzo \u00e8 <strong>allineare la finanza agli ordini di acquisto<\/strong>. Capitale a breve ciclo, anticipato su un ordine confermato e rimborsato tramite la fattura dell\u2019acquirente, pu\u00f2 trasformare la capacit\u00e0 produttiva in contratti concreti, soprattutto se supportato da meccanismi di condivisione del rischio.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;41061&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<strong>HerVenture Africa: accompagnare le donne nell\u2019industria<\/strong><\/p>\n<p>Sue Bvochora \u00e8 molto attiva nell\u2019ambito dell\u2019empowerment femminile e fa parte anche di <strong>HerVenture Africa<\/strong>, il programma panafricano che accompagna le donne nel passaggio da imprese pronte a presentarsi sul mercato a<strong> fornitori effettivi dell\u2019industria<\/strong>, operando in cinque Paesi: Zimbabwe, Uganda, Ghana, Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia. Il modello combina Cattedre universitarie per l\u2019Imprenditoria Femminile, moduli formativi brevi e pratici, cliniche sulle specifiche con gli acquirenti, reti di mentor e una piattaforma B2B sostenuta da missioni imprenditoriali.<\/p>\n<p>I partner possono contribuire in modo rapido e concreto intervenendo su tre leve chiave: <strong>individuare catene del valore<\/strong> e <strong>fissare obiettivi misurabili<\/strong> di inclusione di fornitori guidati da donne, <strong>formare le imprese<\/strong> affinch\u00e9 raggiungano gli standard richiesti dal mercato e finanziare capitale circolante legato agli ordini, anticipato su commesse confermate e rimborsato tramite fattura, idealmente con meccanismi di condivisione del rischio. I risultati vengono monitorati attraverso indicatori rilevanti per decisori pubblici e buyer, come occupazione, sopravvivenza delle imprese, crescita dei ricavi e commercio transfrontaliero.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>L\u2019inclusione delle donne come strategia industriale<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;41035&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]L\u2019inclusione delle donne non \u00e8 un progetto collaterale, ma una vera strategia industriale. Diversificare le catene di fornitura <strong>rafforza la resilienza e stimola l\u2019innovazione<\/strong>. Spostare anche solo pochi punti percentuali della spesa pubblica, spesso una quota rilevante del PIL, pu\u00f2 generare opportunit\u00e0 significative per le PMI guidate da donne. Ridurre il divario digitale accelera l\u2019accesso a formazione, finanza e strumenti di conformit\u00e0, elementi essenziali per acquirenti e regolatori.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]L\u2019Africa non manca di donne nella forza lavoro. Manca di <strong>percorsi semplici e trasparenti<\/strong> che trasformino il lavoro in potere: standard chiari, strumenti finanziari adeguati e reti capaci di trasferire fiducia. Sono questi gli elementi che possiamo costruire, insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Susan Bvochora<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Visitare una fabbrica a Harare, Accra, Kampala o Addis Abeba significa incontrare le vere colonne portanti dell\u2019industria africana. Sono donne che gestiscono linee di produzione, movimentano merci e guidano piccole imprese che riforniscono catene pi\u00f9 grandi. 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