Mi chiamo Sukaina Tantaoui e sono una laureanda del corso magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche, curriculum Politica e Sicurezza Internazionale, presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Durante la ricerca di un tirocinio curriculare mi sono imbattuta nella pagina di E4Impact e ho subito capito che era ciò che stavo cercando. Da sempre, il mio interesse accademico è rivolto all’Africa subsahariana e l’idea di lavorare in un contesto impegnato nello sviluppo di ecosistemi imprenditoriali e nel supporto alle imprese locali in crescita rappresentava per me un’occasione unica. Così sono partita per l’E4Impact Entrepreneurship Center di Nairobi, dove ho lavorato su diversi progetti che mi hanno permesso di comprendere la varietà e la complessità delle iniziative promosse dalla fondazione.

Uno dei progetti più significativi a cui ho partecipato è stato AFR100, realizzato in collaborazione con la FAO. Si tratta di un’iniziativa volta a mettere in contatto startup locali impegnate nella restaurazione ambientale con potenziali investitori, per facilitare l’accesso a finanziamenti destinati a imprese green e sostenibili. Per questo progetto ho contribuito alla preparazione e revisione dei pitch deck delle startup partecipanti, in vista dell’evento finale.

Nel corso dei tre mesi, ho lavorato anche all’AYuTe NextGen Project, supportato da Heifer International, che mira a promuovere soluzioni innovative nel settore agritech. Oltre a occuparmi della creazione e revisione dei pitch deck, ho seguito l’organizzazione e catalogazione del judgment assessment, il processo di valutazione delle imprese candidate. Questo progetto mi ha permesso di approfondire il funzionamento dei programmi di accelerazione e di osservare da vicino l’impatto delle tecnologie agricole sulle comunità rurali.

Infine, ho preso parte ad alcune attività del programma KIEP-SKIES, dedicato al sostegno di bootcamp tecnologici e borse di studio per studenti interessati a sviluppare competenze digitali. Grazie a questo progetto ho potuto visitare la Dedan Kimathi University of Technology nella contea di Nyeri, assistere alle lezioni degli studenti beneficiari e osservare concretamente i risultati dei loro progetti.

Il senso di partecipare in prima persona a qualcosa di così concreto e dal forte impatto mi ha profondamente arricchita. Ho incontrato molte persone motivate e appassionate, ho osservato da vicino il loro impegno quotidiano e ascoltato le sfide che affrontano. Tutto questo mi ha offerto una prospettiva nuova e autentica sul valore reale dei progetti a cui ho contribuito e mi ha aiutata a comprendere ciò che desidero fare al termine del mio percorso di studi.

Il Kenya, tuttavia, non è stato solo lavoro: è stato anche scoperta, incontri e paesaggi indimenticabili. Le persone che vivono qui, a un primo impatto, possono sembrare riservate, ma una volta superata la timidezza iniziale si rivelano estremamente accoglienti e conviviali, sempre pronte a condividere un sorriso, una storia o un pasto.

Ricordo ancora un treno notturno da Nairobi a Mombasa per un weekend al mare: chiacchiere e risate con persone appena conosciute che non dimenticherò mai.

Questa esperienza mi ha insegnato che lo sviluppo passa prima di tutto dall’ascolto e dalla collaborazione con chi vive quotidianamente le sfide locali. Per il futuro sogno di continuare a muovermi in questa direzione: unire la mia formazione internazionale con progetti concreti e ad alto impatto sul continente africano.

Ringrazio di cuore David Cheboryot, Isabella Tenai e Bernadette Mutinda per il loro prezioso supporto durante tutta l’esperienza, e tutti i colleghi di lavoro per la collaborazione e l’entusiasmo che hanno reso questo stage davvero indimenticabile.

Sukaina Tantaoui