In molte comunità dello Zimbabwe, l’accesso a un’energia affidabile e a servizi igienico-sanitari sicuri rappresenta ancora una sfida urgente, soprattutto nei collegi, dove migliaia di studenti dipendono da sistemi di cottura e di gestione dei rifiuti ormai obsoleti. L’elevata dipendenza dalla legna da ardere non solo accelera la deforestazione, ma espone anche il personale di cucina a fumi nocivi e aumenta i costi operativi delle scuole.

In risposta a queste sfide, Tapiwa Goremusandu, #E4ImpactEntrepreneur e alumnus del Global MBA in Harare, ha fondato Shamwari Sanitation, un’azienda specializzata nella tecnologia del biogas. Attraverso la sua impresa, Tapiwa sta trasformando il modo in cui le scuole gestiscono i rifiuti, cucinano e formano gli studenti sulle pratiche sostenibili.

“Il Programma MBA ha trasformato il mio modo di approcciare e strutturare le idee imprenditoriali. Il Business Model Canvas, in particolare, mi ha aiutato a chiarire le componenti essenziali di un’impresa di successo. Le sessioni con imprenditori affermati mi hanno permesso di comprendere concretamente cosa significhi gestire un’azienda in Zimbabwe, fornendomi sia una visione pratica sia una mentalità più strategica”.

Conosciamo meglio Tapiwa attraverso l’intervista che abbiamo realizzato con lui.

1. Come è nata la tua idea imprenditoriale?

La mia idea imprenditoriale è nata dalla curiosità e dall’interesse suscitati dal mio primo contatto con la tecnologia del biogas. Il percorso di Shamwari Sanitation è iniziato nel 2015, in seguito a un programma di formazione per ingegneri zimbabwani promosso da SNV. In quel contesto abbiamo riconosciuto l’opportunità di mettere a frutto le competenze acquisite per affrontare le sfide legate ai servizi igienico-sanitari e all’accesso all’energia pulita, in particolare nei collegi.

2. Puoi condividere un quadro generale dei servizi, delle attività e delle soluzioni che la tua impresa ha offerto negli ultimi anni?

Negli ultimi anni abbiamo costruito 12 biodigestori in diverse regioni del Paese, fornendo energia pulita per la cottura dei pasti e un trattamento più efficiente dei rifiuti a oltre 3.000 studenti all’anno, oltre a creare ambienti di cucina più sani e senza fumo per più di 30 chef. Il nostro lavoro si concentra sull’espansione e la promozione della tecnologia del biogas nelle scuole dello Zimbabwe e nella regione SADC.

I nostri principali clienti sono collegi, ONG e complessi residenziali. Operiamo a livello nazionale, offrendo soluzioni che migliorano la gestione dei rifiuti, aumentano l’accesso all’energia pulita e permettono agli studenti di avvicinarsi concretamente ai principi dell’economia circolare.

3. Cosa ti ha spinto a scegliere il programma E4Impact?

Sentivo la necessità di ampliare la mia rete professionale, rafforzare la mia crescita personale e acquisire strumenti utili per far crescere la mia impresa. Volevo anche migliorare le mie strategie aziendali e aumentare l’impatto positivo che creo nella mia comunità.

4. Quali sono stati i principali risultati raggiunti negli ultimi tre anni e quali gli obiettivi per i prossimi tre?

Negli ultimi tre anni abbiamo realizzato il più grande biodigestore mai installato in un istituto scolastico in Zimbabwe, ampliato il nostro team da 4 a 15 persone e raggiunto un totale di 12 installazioni in tutto il Paese. I nostri sistemi hanno sostituito oltre 500 tonnellate di legna, contribuendo in modo significativo alla conservazione delle foreste e creando ambienti di cucina più sani e senza fumo per oltre 30 chef.

Nei prossimi anni puntiamo a collaborare con le banche per ridurre i costi iniziali per le scuole e a costruire almeno 50 nuovi biodigestori entro due anni. Questi obiettivi ci permetteranno di ampliare il nostro impatto, rendere l’energia pulita più accessibile e rafforzare ulteriormente le soluzioni sostenibili di conversione dei rifiuti in energia in tutto lo Zimbabwe.

5. Quali sono state le principali sfide che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale e come le hai superate?

Le principali sfide sono state comprendere e navigare le complessità dell’economia dello Zimbabwe e la lenta diffusione dei biodigestori nelle scuole, dovuta soprattutto agli elevati costi iniziali. Per affrontarle è stato necessario adottare un approccio innovativo e flessibile, pensando fuori dagli schemi. In particolare, stiamo lavorando alla creazione di partnership strategiche con le banche per rendere i biodigestori più accessibili e favorirne l’adozione.

6. Puoi raccontarci un momento particolarmente significativo della tua attività imprenditoriale?

Uno dei momenti più significativi è stato il completamento del più grande biodigestore mai installato in una scuola dello Zimbabwe.

7. Quale impatto hai osservato finora e quale impatto desideri creare in futuro per i tuoi beneficiari?

Ho visto studenti appassionarsi al concetto di economia circolare, al punto da voler intraprendere carriere in questo settore. Il loro entusiasmo rafforza la mia speranza di assistere a una significativa riduzione della deforestazione grazie a una diffusione più ampia dei biodigestori, contribuendo alla creazione di comunità più pulite e sostenibili per le generazioni future.

8. Secondo te, quali sono le qualità fondamentali che un imprenditore dovrebbe possedere?

Un imprenditore dovrebbe possedere resilienza e apertura mentale. Inoltre, è fondamentale essere consapevoli del contesto economico in cui si opera e costruire attorno ad esso, piuttosto che contro di esso.

9. C’è una persona che ti ispira particolarmente, un imprenditore o un mentore?

Sono fortemente ispirato da Jeff Bezos, fondatore ed executive chairman di Amazon.

10. Infine, quale consiglio daresti a un imprenditore alle prime armi?

Trovate sempre nuove modalità per essere innovativi.

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Website: Shamwari Sanitation