Dieci anni fa, dopo l’esperienza di Expo 2015, ho sentito il bisogno di dare continuità al mio legame profondo con l’Africa. Nel corso di decine di visite, quel continente mi aveva colpito per le sue enormi contraddizioni: povertà e conflitti da un lato, energia e creatività dall’altro.

Con l’Università Cattolica del Sacro Cuoro e il sostegno di alcuni imprenditori nacque così E4Impact Foundation, un ponte tra Italia e Africa fondato sulla formazione, sull’imprenditorialità e sulla collaborazione.

Oggi E4Impact è presente in 20 Paesi africani. Abbiamo formato oltre 2mila imprenditori con il Global MBA in Impact Entrepreneurship, con risultati straordinari: il 35% donne, il 58% ha avviato una nuova impresa, il 29% ha avuto accesso a finanziamenti.

Le imprese nate hanno creato in media 13 posti di lavoro ciascuna. Abbiamo promosso 45 progetti di sviluppo che hanno coinvolto più di 40mila microimprese, spesso organizzate in comunità imprenditoriali, e creato l’E4Impact Alliance, la più grande rete universitaria africana dedicata all’imprenditorialità.

Dietro i numeri ci sono volti e storie. Giovani che hanno aperto start up tecnologiche, donne che hanno dato vita a imprese sociali, agricoltori che hanno reso sostenibili le proprie produzioni.

Esperienze concrete che dimostrano come l’Africa non sia solo una passiva destinataria di aiuti, ma un partner con cui costruire futuro. Per questo E4Impact rappresenta oggi concretamente una best practice del Piano Mattei per l’Africa.

Da dieci anni mettiamo in pratica i suoi pilastri: centralità della formazione e dell’imprenditorialità, cooperazione tra pari, valorizzazione dei settori che uniscono Africa e Italia – dall’agroalimentare alla salute, dall’educazione alle energie rinnovabili, fino alla moda e al design. E lo facciamo promuovendo alleanze tra imprese e società civile, tra mondo accademico e mondo produttivo.

Siamo consapevoli che il contesto resta difficile. Nel 2024 quasi la metà dei conflitti mondiali si è concentrata in Africa; il 67% delle persone sotto la soglia di povertà nel mondo vive lì; l’accesso a cibo, acqua, salute ed educazione è ancora un privilegio per troppi.

È proprio in questi scenari che il Piano Mattei può e deve fare la differenza, e noi siamo pronti a contribuire.

Il nostro decennale non è un traguardo da celebrare, ma un punto di partenza. Vogliamo rafforzare l’MBA in 12 Paesi, creare centri di imprenditorialità in Kenya, Ghana, Etiopia e Senegal, avviare nuovi incubatori e acceleratori d’impresa, accompagnare più PMI italiane ad aprirsi all’Africa grazie a partner come Simest e Sace.

Lavoriamo anche su progetti innovativi, dalla Circular Labour Migration, che porta in Italia lavoratori qualificati, a corsi online per imprenditori, fino al sostegno a imprese africane pronte a crescere su scala nazionale e internazionale.

Questo decennio ci ha insegnato che da soli si fa poca strada, ma insieme si può fare moltissimo. Per questo chiamiamo nuove imprese, associazioni, istituzioni e realtà della società civile a unirsi a noi.

Il Piano Mattei del Governo offre la cornice. E4Impact, con la sua esperienza, può essere il modello concreto di come trasformare ottimi principi in risultati concreti.

Il futuro dell’Africa e dell’Italia è intrecciato. Ed è insieme che possiamo costruirlo. Come ricorda un proverbio africano: “Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme.” È la lezione di questi dieci anni di E4Impact, ed è la sfida che ci attende con il Piano Mattei.

Letizia Moratti – Presidente E4Impact Foundation