
In Camerun, l’agricoltura rappresenta quasi il 20% del PIL e fornisce sostentamento a circa il 70% della popolazione, in particolare nelle aree rurali. Nonostante il suo ruolo cruciale, il settore deve affrontare numerose sfide strutturali: bassi livelli di meccanizzazione, accesso limitato ai finanziamenti, invecchiamento della popolazione agricola e la crescente minaccia del cambiamento climatico.
I piccoli agricoltori spesso operano con tecniche obsolete, faticando a creare valore aggiunto e a raggiungere mercati competitivi. Al contempo, i giovani si allontanano sempre più dall’agricoltura in cerca di migliori opportunità.

È proprio questa la realtà che Nancy Nalova, #E4ImpactEntrepreneur del Progetto WONDER Camerun , ha sperimentato in prima persona. È la fondatrice della Nutritional Agricultural Network farming Cooperative NAN-AGRIC, un’azienda agroalimentare che si dedica all’agricoltura sostenibile, affrontando l’insicurezza alimentare fornendo agli agricoltori tecniche moderne e promuovendo la trasformazione della manioca.
Nancy ha aderito al Progetto WONDER con un obiettivo chiaro: colmare il divario tra tradizione e innovazione nell’agricoltura, valorizzando i giovani e le donne attraverso la lavorazione della manioca, la formazione agroindustriale e pratiche agricole intelligenti dal punto di vista climatico. Grazie al suo forte impegno per l’empowerment femminile e al suo lavoro d’impatto nel settore agroalimentare, è stata selezionata tra i quattro finalisti del Gian Marco Moratti Award 2025.
“Il programma di E4Impact ha avuto un impatto significativo sulla mia crescita personale e professionale. Mi ha aiutata a rafforzare le mie competenze di leadership e gestione aziendale. Ancor di più, mi ha permesso di perfezionare la nostra strategia aziendale, di migliorare l’efficienza e di potenziare il funzionamento complessivo di NAN-AGRIC”.
Scopriamo di più su Nancy attraverso l’intervista che le abbiamo realizzato:

1. Com’è nata la tua idea imprenditoriale ?
L’idea di NAN-AGRIC è nata dalle mie esperienze personali di crescita in una comunità agricola. Ho visto da vicino le difficoltà che i piccoli agricoltori affrontano ogni giorno: bassa produttività, scarsa accessibilità ai mercati e instabilità finanziaria. La mia passione per l’agricoltura sostenibile e l’emancipazione femminile, unita alla mia formazione in Scienze Ambientali e Agroalimentari, mi ha spinta a trovare una soluzione. Mi sono resa conto che la manioca aveva un enorme potenziale economico non sfruttato. È stato allora che ho deciso di fondare NAN-AGRIC, puntando sull’aggiunta di valore alla manioca, sulla formazione degli agricoltori e sullo sviluppo del mercato.
2. Potresti condividere un quadro generale dei servizi, delle attività, delle soluzioni e dei benefici che hai fornito negli ultimi anni?
Negli ultimi anni, NAN-AGRIC Camerun si è concentrata sul potenziamento degli agricoltori, in particolare delle donne e dei giovani, attraverso soluzioni agroalimentari sostenibili. Abbiamo formato oltre 1.000 agricoltori, creato posti di lavoro per 50 donne e rafforzato la sicurezza alimentare locale grazie alla valorizzazione della manioca. Le nostre principali attività comprendono la trasformazione della manioca in garri, farina e amido, la formazione in agricoltura intelligente dal punto di vista climatico e il supporto ai piccoli agricoltori con strumenti e tecniche per aumentare la produttività. Inoltre, sosteniamo politiche agricole inclusive e rappresentiamo la voce dei giovani in piattaforme internazionali come African Union e la Mandela Washington Fellowship.

3. Quali sono state le principali sfide che avete incontrato nella vostra attività, se ce ne sono state?
Abbiamo affrontato diverse sfide importanti. Il limitato accesso ai finanziamenti ha reso difficile ampliare le attività e migliorare le infrastrutture come i magazzini di stoccaggio. I costi di produzione elevati e l’imprevedibilità meteorologica a causa del cambiamento climatico hanno ridotto i raccolti di manioca. Inoltre, la concorrenza sul mercato, l’instabilità dei prezzi e la burocrazia hanno rallentato la nostra crescita. Nonostante questi ostacoli, noi continuiamo ad andare avanti cercando partnership strategiche, adottando metodi di coltivazione innovativi e ricercando sostegno finanziario.
4. Puoi raccontarci un particolare momento di soddisfazione nella tua attività imprenditoriale?
Uno dei momenti più gratificanti è stato essere selezionata al Mandela Washington Fellowship 2025. È stato un forte riconoscimento degli anni di impegno che abbiamo investito nell’agricoltura sostenibile e nell’empowerment dei
giovani. Un altro motivo di orgoglio è stato essere nominato tra i 15 migliori progetti nazionali della Total Energy Start-Up Challenge. Ma ciò che mi gratifica più di ogni altra cosa è vedere la trasformazione dei nostri agricoltori: oltre 1.000 persone formate, 50 donne impiegate e tante vite cambiate grazie alla coltivazione della manioca.

5. Quale impatto avete riscontrato nel vostro ambiente e quale impatto intendete creare in futuro per vostri beneficiari?
Il panorama imprenditoriale agricolo si è evoluto: sempre più giovani e donne considerano l’agroindustria una carriera possibile. Attraverso NAN-AGRIC, abbiamo formato oltre 1.000 agricoltori, creato posti di lavoro e promosso pratiche sostenibili, contribuendo a migliorare la sicurezza alimentare e i livelli di reddito. Guardando al futuro, vorrei ampliare il nostro impatto raggiungendo più di 2.000 agricoltori, aumentando le attività e continuando ad aiutare l’emancipazione delle donne in agricoltura.
6. Qual è stata la sfida principale che hai dovuto superare nella tua esperienza imprenditoriale? Come sei riusciti a superarla?
La sfida più grande è stata la mancanza di fondi per espandere le nostre attività e migliorare le nostre infrastrutture. Per superarla, ho richiesto sovvenzioni e partecipato a concorsi, ottenendo così riconoscimenti come la Mandela Washington Fellowship e la Total Energy Start-Up Challenge. Abbiamo anche reinvestito i profitti, adottato soluzioni a basso costo e sfruttato strumenti digitali per aumentare visibilità e vendite.

7. Secondo te, quali sono le principali qualità che un imprenditore dovrebbe avere?
Credo che un imprenditore debba essere resiliente per superare le difficoltà, visionario per cogliere le opportunità e flessibile per adattarsi ai cambiamenti. È essenziale saper guidare un team con leadership e affrontare le sfide quotidiane con capacità di problem solving. Passione, determinazione e alfabetizzazione finanziaria sono altrettanto importanti per garantire una crescita sostenibile nel tempo.
8. C’è una persona a cui ti ispiri, ad esempio un imprenditore o un mentore particolare?
Mi ispiro profondamente a Oprah Winfrey. La sua storia, la sua resilienza, la sua visione e la sua capacità di ispirare gli altri risuonano profondamente in me. È un esempio vivente del potere trasformativo della leadership e della determinazione, soprattutto per le donne imprenditrici.
9. Infine, cosa suggerirebbe a un imprenditore emergente?
Essere resilienti e non smettere mai di imparare. Bisogna essere aperti al cambiamento, concentrarsi sulla risoluzione di problemi reali e circondarsi di mentori e di una rete di supporto solida. È fondamentale costruire le basi dell’attività su valori chiari e su uno scopo ben definito.
10. Un ultimo commento/suggerimento che vorresti condividere?
Credo fermamente che le donne imprenditrici debbano avere maggiore accesso al mentoring, ai finanziamenti e a pari opportunità. Il vero cambiamento nasce dall’equità. Dare potere alle donne non è solo una responsabilità sociale, è un motore di trasformazione economica e sociale.



