Nella crisi climatica che stiamo vivendo a livello globale, la gestione dei rifiuti è un problema fondamentale per cui servono soluzioni urgenti. Un elemento centrale per andare in questa direzione è la trasformazione di rifiuti in energia verde, così da ridurre l’impatto ambientale e fornire una fonte di energia rinnovabile creando un futuro sostenibile.

Questo è il cuore dell’attività di un imprenditore di E4Impact John Irungu, co-fondatore di Nawasscoal Co. Ltd, azienda che si impegna a trasformare rifiuti in risorse preziose, promuovendo la sostenibilità e creando un futuro sostenibile per il Kenya e l’Africa. In particolare, si concentra sul riciclaggio dei fanghi fecali come materia prima sostenibile e alternativa per la produzione di bioenergia e di biofertilizzanti.

L’imprenditore ha preso parte all’ultima edizione del nostro Programma di Accelerazione a Nairobi per migliorare il suo business, espandere il suo network e migliorare le strategie. Durante il programma è riuscito a promuovere la missione e gli obiettivi di NAWASSCOAL, direzionando la compagnia verso il successo futuro e la sostenibilità.

Il programma ha migliorato notevolmente le competenze e la professionalità del nostro staff, portando a operazioni aziendali più efficienti ed efficaci. Inoltre, attraverso l’implementazione di un’esaustiva formazione relativa al marketing, abbiamo potuto creare nuovi canali di mercato, espandendo la nostra clientela e aumentando le vendite. L’Acceleratore ha anche facilitato lo sviluppo di un’ampia rete di connessioni locali e internazionali.” ha dichiarato.

Ma diamo un’occhiata all’intervista che abbiamo fatto a John.

1. Quali servizi, attività, soluzioni e/o benefici la vostra impresa ha fornito negli ultimi anni?

Dalla sua fondazione, NAWASSCOAL ha prodotto e venduto oltre 700.000 kg di bricchetti ecosostenibili, aiutando energeticamente più di 10.000 famiglie e salvando oltre 10.000 alberi. Ciò equivale a gestire correttamente oltre 1 milione di metri cubi di fanghi fecali.

2. Quali sono i principali risultati ottenuti negli ultimi 3 anni e i principali obiettivi desiderati nei prossimi 3 anni?

I principali risultati sono il riconoscimento da parte dell’International Water Association (IWA) come migliore innovazione nella gestione dei fanghi fecali attraverso un approccio di economia circolare, la conduzione di esperimenti pilota per bricchetti industriali e palline di semi derivanti da fanghi fecali; inoltre, l’inizio della produzione commerciale di bricchetti domestici, che hanno penetrato con successo il mercato.

Nei prossimi tre anni vogliamo aumentare la produzione di bricchetti industriali e di palline di semi a partire da materia fecale, creare il più grande vivaio del paese utilizzando fanghi fecali e acque reflue trattate, e installare un moderno impianto di trattamento dei fanghi fecali a Nakuru, con lo scopo di replicarlo in almeno altre tre contee del paese.

3. Come è nata la tua idea di business?

L’idea di utilizzare i fanghi fecali come materia prima alternativa da parte di NAWASSCOAL è nata dalla necessità di trovare soluzioni sostenibili all’interno del Nakuru Sanitation Programme (NCSP). Supportato dall’Unione Europea e implementato da NAWASSCO in collaborazione con il Nakuru County, VEI, SNV, WSUP, Umande Trust ed Egerton University, il NCSP mirava a migliorare la sanità a Nakuru City garantendo la corretta raccolta, contenimento, trasporto e trattamento dei fanghi fecali.

Sebbene l’uso della biomassa per la bioenergia e i biofertilizzanti sia ben consolidato in Kenya e a livello globale, la forte dipendenza dalla biomassa localmente disponibile ha sollevato preoccupazioni sulla sostenibilità a causa della competizione per le risorse e del loro esaurimento. Per affrontare queste sfide, il team del progetto ha cercato modi innovativi per chiudere il ciclo della sanità, arrivando al concetto di riutilizzo dei fanghi fecali. Ciò ha dato il via a ricerche dedicate e allo sviluppo di prodotti, portando a soluzioni uniche e sostenibili che trasformano i rifiuti in risorse preziose.

4. Qual è stata la sfida principale che hai dovuto superare nella tua esperienza imprenditoriale?

Certamente il reperimento di tecnologie appropriate per il trattamento dei fanghi fecali (a causa della mancanza di parametri di riferimento), unito al costo elevato degli investimenti. Tuttavia, attraverso un’estesa ricerca, la mobilitazione di alcune risorse e delle partnership strategiche, abbiamo sviluppato con successo soluzioni innovative per affrontare questa sfida. Inoltre, ci sono stati problemi di percezione correlati all’uso di prodotti a base di fanghi fecali, che abbiamo affrontato generando consapevolezza, studi di mercato e sensibilizzazione dei clienti, al fine di portarli ad accettare l’uso dei nostri prodotti.

5. Puoi raccontarci di un momento particolarmente gratificante nella tua attività imprenditoriale?

Uno dei momenti più gratificanti nel mio percorso imprenditoriale è stata la fase di testing dei nostri bricchetti domestici e industriali. Vederli superare i combustibili tradizionali durante le prove di laboratorio e le prove pratiche mi ha riempito di speranza. È stato un momento decisivo che ha rafforzato la mia convinzione che esistono soluzioni valide per combattere il cambiamento climatico e che i nostri prodotti sono parte di quella soluzione.

6. Puoi raccontarci qualcosa riguardo l’impatto che stai creando e che speri di creare nell’immediato futuro per i beneficiari della tua attività?

Attraverso il nostro approccio innovativo alla gestione di rifiuti, in particolare tramite la conversione di fanghi fecali in fonti preziose come bricchetti e palline di semi, abbiamo testimoniato una considerevole diminuzione nell’inquinamento ambientale e una svolta verso fonti energetiche più sostenibili.

Guardando al futuro, vogliamo ampliare ulteriormente il nostro impatto. Siamo impegnati nell’aumento della produzione in modo tale da raggiungere più case e aziende, aumentando l’accesso all’energia pulita alternativa e riducendo le emissioni di gas serra e fenomeni di deforestazione. Siamo anche impegnati nell’espansione del raggio di azione al di fuori della contea di Nakuru, in altre regioni del Kenya e potenzialmente in altri paesi che stanno affrontando sfide analoghe nella gestione di rifiuti. Dunque, il nostro obiettivo è continuare a supportare le comunità nelle aree a basso reddito, garantendo soluzioni energetiche economiche ed ecologiche.

7. Secondo te, quali sono le caratteristiche principali che un imprenditore dovrebbe avere?

Penso che un imprenditore dovrebbe essere resiliente, creativo e innovativo; allo stesso tempo, avere forti abilità nel comunicare e collaborare in modo efficace è fondamentale.

8. C’è una persona che ti ha ispirato, come un imprenditore o un mentore?

Il percorso imprenditoriale di Chris Kirby è esemplificativo per la sua resilienza e creatività, ed è servito come ispirazione per me e altri imprenditori.

9. Infine, cosa suggeriresti a un imprenditore nascente?

Gli suggerirei di promuovere la resilienza, abbracciare la creatività e cercare il tutoraggio per navigare le sfide e le opportunità che ci attendono.

10. Hai commenti/consigli finali che vorresti condividere?

Consiglio vivamente agli aspiranti imprenditori di prendere in considerazione la partecipazione a programmi di accelerazione come quelli offerti da E4Impact, in quanto offrono inestimabili opportunità per lo sviluppo delle capacità, il networking e l’accesso alle risorse che possono accelerare significativamente la crescita e il successo del business.

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