
In molti Paesi africani, l’insicurezza alimentare e le sfide legate alla salute pubblica sono strettamente collegate a pratiche agricole non sostenibili e a sistemi alimentari fragili. Il cambiamento climatico e l’uso eccessivo di input chimici continuano a compromettere sia la qualità del cibo sia l’accesso a prodotti sani e nutrienti.
È in risposta a questa sfida che Loris Olivia Motouom, imprenditrice E4Impact dal Camerun, ha deciso di puntare su una soluzione innovativa, mettendo tecnologia e sostenibilità al centro della produzione alimentare. Il suo percorso imprenditoriale si è rafforzato grazie alla partecipazione al programma di accelerazione Wonder di E4Impact, che l’ha supportata nella strutturazione del modello di business e nella crescita dell’impatto della sua impresa.
Loris è la fondatrice di Agritechnologic Africa, un’azienda camerunense la cui missione è utilizzare tecnologie ICT e metodi biotecnologici – con un’attenzione particolare ai sistemi di acquaponica intelligente – per migliorare i sistemi alimentari in termini di qualità e quantità, garantendo che il cibo sano sia accessibile a tutti.
“L’ecosistema E4Impact mi ha messa in contatto con imprenditori di alto livello, alcuni dei quali erano già CEO affermati. Il loro mindset, la loro visione e il loro approccio hanno avuto un impatto significativo sulla mia idea di progetto. Il programma mi ha fornito competenze manageriali fondamentali che mi hanno aiutata a organizzare attività di formazione a livello internazionale e a collaborare con organizzazioni globali.”
Scopriamo ora più da vicino il percorso di Loris attraverso l’intervista che le abbiamo dedicato.

1. Come è nata la tua idea imprenditoriale?
L’idea imprenditoriale è nata durante la pandemia di COVID-19, un periodo che ha segnato profondamente sia la società sia il mio percorso personale. All’epoca ci occupavamo della vendita di abbigliamento e calzature, ma l’elevato tasso di mortalità osservato, spesso legato a malattie croniche come ipertensione, diabete, cancro e patologie cardiovascolari, ci ha spinto a riflettere. Ci siamo resi conto che la qualità dell’alimentazione gioca un ruolo cruciale nella salute delle persone, soprattutto considerando l’uso eccessivo di pesticidi nella produzione agricola. Da lì, la nostra visione è diventata chiara: utilizzare tecnologie ICT e metodi biotecnologici per migliorare i sistemi alimentari, sia in termini di qualità che di quantità, rendendo il cibo sano accessibile a tutti.
2. Puoi descrivere in modo generale i servizi, le attività e le soluzioni offerte dalla tua azienda negli ultimi anni?
Nel corso degli anni abbiamo sviluppato un modello integrato che combina prodotti, servizi e attività di capacity building. Dal punto di vista dei prodotti, offriamo farine a base di tuberi come la waterfufu flour, verdure essiccate, cesti di pasti africani pronti e sistemi di acquaponica intelligente che semplificano la preparazione dei cibi promuovendo un’alimentazione sana. Parallelamente, forniamo servizi di consulenza in ambito agricolo e agritech, oltre a programmi di formazione focalizzati sull’agroecologia e sulla gestione d’impresa.
Ad oggi, oltre 60 donne hanno beneficiato dei nostri programmi a livello nazionale, mentre circa 20 giovani imprenditrici e imprenditori sono stati formati in 12 Paesi africani. Abbiamo inoltre affiancato giovani ragazze in percorsi tecnologici legati al cambiamento climatico, alla gestione dei rifiuti e all’agricoltura.

3. Cosa ti ha spinto a scegliere il programma di accelerazione E4I?
Ho scelto il programma di accelerazione WONDER per trasformare la mia idea imprenditoriale in un’impresa strutturata e scalabile. Mi ha motivata anche l’opportunità di ampliare la mia rete di contatti, rafforzare e migliorare le strategie di business e, in ultima analisi, aumentare l’impatto del mio lavoro sulla comunità.
4. Quali sono stati i principali risultati degli ultimi tre anni e quali gli obiettivi per i prossimi tre?
Negli ultimi tre anni abbiamo raggiunto traguardi importanti. Abbiamo costruito solide partnership con organizzazioni pubbliche e private, che ci hanno permesso di realizzare programmi di formazione a livello locale e internazionale. Le nostre attività si sono estese a 12 Paesi africani, tra cui Senegal, Kenya, Madagascar e Costa d’Avorio.
Abbiamo inoltre condotto ricerche su sei varietà di farine e verdure essiccate, che sono già commercializzate, e stiamo sviluppando cinque soluzioni agritech il cui lancio ufficiale è previsto per il 2026. Dal punto di vista economico, il nostro fatturato è cresciuto in modo costante; nei prossimi tre anni puntiamo a incrementare la capacità produttiva attraverso attrezzature semi-industriali, realizzare un impianto di trasformazione ed espanderci in tutte le regioni del Camerun e nel mercato AfCFTA.

5. Quali sono state le principali sfide affrontate dalla tua impresa?
Una delle principali difficoltà è stata l’approvvigionamento delle materie prime, fortemente influenzato dagli effetti del cambiamento climatico. Anche il trasporto dai campi alle zone di trasformazione ha rappresentato una sfida significativa, così come la limitata capacità produttiva dovuta all’uso iniziale di metodi tradizionali. Un’altra grande difficoltà è stata partire senza capitale iniziale e convincere esperti a unirsi al progetto. Oggi, tuttavia, possiamo contare su una rete di oltre 15 formatori esperti provenienti da cinque Paesi, che contribuiscono attivamente ai nostri programmi di formazione.
6. Puoi raccontarci un momento particolarmente significativo del tuo percorso imprenditoriale?
Uno dei momenti più gratificanti è stato ricevere un riconoscimento a livello nazionale nonostante avessimo lavorato comunicando poco le nostre attività. Essere classificati al secondo posto tra le Top 10 Startup Tech del Camerun nel 2023 ed entrare nella Top 11 delle storie di successo dei giovani imprenditori agro-pastorali nel 2024 da parte del Cameroon Business è stata una conferma importante del valore del nostro lavoro.
7. Che impatto avete già osservato e quale impatto desiderate creare in futuro?
Il nostro progetto promuove metodi di produzione agroecologica e trasformazione sostenibile che proteggono il suolo, contrastano il cambiamento climatico e preservano la qualità degli alimenti, contribuendo al miglioramento della salute umana. Attraverso i nostri programmi di formazione, contribuiamo attivamente a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, tra cui Fame Zero, Salute e Benessere, Azione per il Clima e Produzione e Consumo Responsabili. In futuro, vogliamo ampliare ulteriormente questo impatto, rafforzando il ruolo di produttori, in particolare donne e giovani, e aumentando l’accesso a cibo sano in tutta l’Africa.

8. Secondo te, quali sono le principali qualità che un imprenditore dovrebbe possedere?
Un imprenditore deve essere resiliente, concentrato e disciplinato. Onestà, coerenza con i propri valori, ottimismo e passione sono altrettanto fondamentali, insieme alla capacità di sognare in grande restando allo stesso tempo determinati e lavoratori instancabili.
9. Is there a person you are inspired by, i.e. an entrepreneur or a particular mentor?
C’è una persona che ti ispira particolarmente?
Come donna, ammiro Michelle Obama per la sua capacità di coniugare leadership, famiglia e visione. Come imprenditrice, mi ispira Tony Elumelu per la sua resilienza, il suo approccio alla creazione di valore e l’impatto concreto della sua fondazione sui giovani africani.
10. Che consiglio daresti a un giovane imprenditore all’inizio del suo percorso?
Non aspettare di avere tutte le risorse per iniziare. Parti da ciò che hai, resta concentrato e continua ad andare avanti, anche quando il percorso sembra incerto.


