Nairobi ha un ritmo che si percepisce ancora prima di riuscire a comprenderlo pienamente: i matatu che si mettono in fila, le mama mboga che sistemano le loro bancarelle lungo Ngong Street e un’intera città già impegnata a negoziare, costruire e andare avanti.

Siamo entrati in quel ritmo senza sapere davvero cosa aspettarci e, con il passare dei mesi, ci siamo ritrovati immersi in un ambiente dinamico, in cui resilienza, creatività e spirito imprenditoriale fanno parte della vita quotidiana. Quando siamo ripartiti, infine, abbiamo portato con noi una prospettiva completamente nuova su ciò che significa costruire qualcosa di valore, che si tratti di un’impresa, di una carriera o persino di una vita.

Nairobi è diventata molto più di un luogo in cui abbiamo vissuto: è stata una fonte di ispirazione, crescita e apprendimento che continuerà ad accompagnarci anche molto tempo dopo la conclusione del nostro percorso.

Siamo Andrea Quaranta e Chiara Galbusera, studenti del corso di laurea magistrale in Business Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Cercavamo un’esperienza significativa e abbiamo scoperto di poter accedere a un tirocinio presso l’E4Impact Entrepreneurship Center di Nairobi, grazie al professor Mario Molteni, durante una delle sue lezioni di Corporate Strategy.

Si trattava di un’opportunità inaspettata, che fin da subito ci è sembrato impossibile lasciarci sfuggire. Ciò che ci ha spinti a fare questo passo è stato l’entusiasmo di abbracciare l’ignoto: scoprire un nuovo Paese, immergerci in una cultura diversa e, soprattutto, entrare a far parte della missione di E4Impact, orientata alla creazione di un impatto concreto.

All’interno del centro siamo stati assegnati a progetti differenti. Insieme abbiamo lavorato a stretto contatto sul programma Home-Grown Solutions Agribusiness Accelerator (HGSA-A), un’iniziativa finanziata dal Governo della Nuova Zelanda attraverso il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio e implementata da AUDA-NEPAD. Il programma sostiene venti imprese agroalimentari ad alto potenziale nella regione COMESA, ciascuna impegnata ad affrontare diverse sfide lungo la catena del valore agricola. Ci siamo occupati della preparazione dei pitch deck e dei materiali formativi, del coordinamento delle riunioni, della pianificazione del calendario delle masterclass e del monitoraggio dell’avanzamento del progetto, al fine di garantire il rispetto delle principali scadenze.

Nell’ambito del progetto Vijana2Thrive, abbiamo invece contribuito a promuovere l’imprenditorialità giovanile in Kenya, con particolare attenzione all’insediamento informale di Mathare, situato nella zona nord-orientale di Nairobi.

L’intervento è stato progettato per integrare l’accesso ai finanziamenti, lo sviluppo delle competenze e la sostenibilità a lungo termine delle iniziative imprenditoriali. La prima fase ha previsto la valutazione dei candidati sulla base di criteri rigorosi e trasparenti, coerenti con gli obiettivi del programma.

La valutazione ha preso in considerazione la solidità delle proposte imprenditoriali, la loro fattibilità operativa, il potenziale di crescita e l’impatto previsto sulla comunità locale. Questo processo ci ha permesso di individuare i candidati più adatti a ricevere un finanziamento e a partecipare al successivo programma di formazione.

Abbiamo quindi progettato e realizzato tre sessioni formative dedicate al Business Model, al Design Thinking e alla Financial Literacy & Cash Management, con l’obiettivo di sviluppare competenze pratiche che i partecipanti potessero applicare immediatamente nella gestione delle proprie attività.

L’iniziativa ha contribuito a creare basi più solide per la nascita e la crescita di imprese sostenibili, promuovendo al tempo stesso una maggiore inclusione economica e professionale dei giovani di Mathare.

Ripensandoci, E4Impact si è rivelato molto più di un semplice luogo di lavoro. È stato un ambiente accogliente ed energico, in cui ogni giornata offriva qualcosa di nuovo da imparare. Una parte fondamentale di questa esperienza è stata resa possibile dai nostri colleghi keniani, che ci hanno accolto con straordinaria pazienza e gentilezza.

Il nostro periodo in Kenya è andato ben oltre l’esperienza lavorativa. È diventato un viaggio fatto di scoperte, incontri significativi e paesaggi indimenticabili. Fin dall’inizio siamo rimasti colpiti dal calore delle persone che abbiamo incontrato. Ovunque andassimo, trovavamo sorrisi accoglienti, curiosità autentica e una straordinaria disponibilità a condividere storie e tradizioni. Queste interazioni quotidiane sono diventate alcuni dei momenti più memorabili del nostro soggiorno.

Al termine del tirocinio, abbiamo svolto attività di ricerca sul campo per le nostre tesi di laurea magistrale. Andrea ha concentrato la propria ricerca sulle comunità che vivono negli insediamenti informali di Mukuru, Mathare e Korogocho, conducendo interviste con l’obiettivo di comprendere più a fondo la relazione tra povertà, vulnerabilità sociale e cambiamento ambientale.

Chiara, invece, ha intervistato imprenditori che applicano l’intelligenza artificiale nei settori sanitario e agricolo, con l’obiettivo di valutare l’impatto sociale di queste soluzioni sulla popolazione keniana.

Ascoltare le loro storie, osservare la passione che mettono nel proprio lavoro e comprendere le sfide che affrontano ogni giorno ha trasformato la nostra ricerca in un’esperienza profondamente umana. Quello che era iniziato come un progetto accademico è diventato rapidamente una raccolta di conversazioni autentiche, ambizioni concrete e persone reali, la cui determinazione ha lasciato in noi un’impressione duratura.

Per concludere, possiamo dire con certezza che il Kenya ci ha insegnato il valore della costruzione di relazioni umane autentiche e l’importanza di ascoltare prima di offrire soluzioni; ma ci ha anche mostrato la resilienza e l’energia di un Paese che, nonostante le difficoltà continua costantemente a guardare avanti.

Andrea Quaranta e Chiara Galbusera